Storia 

 

Il Museo Archeologico Nazionale, in Piazza San Marco, è sede di un'importante raccolta di sculture antiche, tra le quali alcuni considerevoli originali greci; sono inoltre esposti bronzi, ceramiche, gemme e monete, oltreché la collezione archeologica data in deposito dal Civico Museo Correr, che comprende anche antichità egizie e assiro-babilonesi.

Anton Maria Zanette il giovane, Statuario Pubblico della Serenissima, 
parete verso la libreria, Biblioteca Nazionale Marciana

Il Museo presenta uno spiccato carattere collezionistico, essendo costituito dalle opere raccolte, a partire dal XVI secolo, da insigni famiglie veneziane. Le sue origini risalgono al lascito di Domenico Grimani e alla donazione di Giovanni Grimani che, rispettivamente nel 1523 e nel 1587, lasciarono la maggior parte delle loro collezioni di oggetti antichi alla Serenissima Repubblica. Tali opere costituirono il nucleo dello Statuario Pubblico, tipica espressione del gusto rinascimentale, allestito nel 1596 da Federico Contarini nell'Antisala della Libreria di S. Marco.

Le ulteriori donazioni, susseguitesi nel corso dei secoli XVII e XVIII, crearono problemi di spazio, da cui la necessità di una nuova sistemazione prevista nelle sale delle Procuratie Nuove. Il progetto, con consulenza del Canova, non fu realizzato perché Museo e Biblioteca, per ordine di Eugenio de Beauharnais, viceré d'Italia, furono trasferiti nel 1812 a Palazzo Ducale, con conseguente smembramento dello Statuario Pubblico. I marmi, dapprima dispersi nell'intero palazzo, vennero riuniti nel 1846 nell'appartamento del Doge. Gli studi di insigni archeologi, che riconobbero nei marmi di Venezia veri capolavori dell'arte antica, portarono solo alla fine del XIX secolo ad un razionale riordino delle collezioni (1895). Dopo la prima guerra mondiale venne creato il nuovo Museo Archeologico nel Palazzo Reale, donato dal Re Vittorio Emanuele III.

Anton Maria Zanette il giovane, Statuario Pubblico della Serenissima, 
parete d'ingresso, Biblioteca Nazionale Marciana

Il Museo Archeologico di Venezia fu così ordinato nella sede attuale al primo piano delle Procuratie Nuove da Carlo Anti tra il 1923 e il 1926. Le statue, private in gran parte delle integrazioni dovute ai restauri cinquecenteschi, furono disposte in dodici sale suddivise per epoche, per correnti artistiche e per soggetti, con l'intento di presentare una panoramica della scultura classica greca e romana dal V sec. a.C. al III sec. d.C. In una sala trovarono posto il medagliere, avori, gemme e piccoli bronzi. Tale sistemazione rimase pressoché inalterata nell'ampliamento del Museo attuato da Bruna Forlati tra il 1949 e il 1954 in seguito al deposito Correr del 1939. Ultima in ordine di tempo ad arricchire le raccolte veneziane fu la definitiva assegnazione all'Italia, nel 1961, nell'ambito degli accordi post~bellici, di parte delle collezioni del Museo di S. Donato di Zara, comprendenti ceramiche, vetri e gemme. Al 1982 si data infine la donazione di oggetti protostorici in bronzo da parte di Giancarlo Ligabue. E' da ricordare inoltre che il Museo ha accolto oggetti provenienti dal territorio veneto, tra cui i ripostigli monetali di Meolo e Albaredo d'Adige, che hanno arricchito la già cospicua collezione numismatica.